SI, VIAGGIARE...


Dedicato a chi, come me, non riesce a stare ferma in un posto ma invece ha bisogno di viaggiare...
“E potresti ripartire,
certamente non volare
ma viaggiare.
Sì viaggiare
evitando le buche più dure,
senza per questo cadere nelle tue paure
gentilmente senza fumo con amore
dolcemente viaggiare
rallentare per poi accelerare
con un ritmo fluente di vita nel cuore
gentilmente senza strappi al motore.”
— L. Battisti

Per tutti quelli che, come me, hanno bisogno di relax

Ho sempre sognato di lavorare in un’agenzia di viaggi.
Mi piace consigliare alle persone dove andare cosa fare e trovare le soluzioni migliori affinché si possano godere la loro vacanza al meglio.
In questo periodo di inizio autunno in molti si sentono stanchi e stressati anche per colpa del grigiume che ci aleggia intorno: se siete in cerca di relax e dolcezza, non potete non concedervi una vacanza in Toscana in quanto questi due aggettivi riassumono l’essenza pura di questa regione che infonde pace interiore sia attraverso i luoghi ricolmi d’arte e storia, che anche grazie alle persone così sempre gentili ed ospitali… il loro accento e il loro modo di fare sono squisiti, come anche i loro piatti tipici.
Consiglierei come mete principali: San Gimignano, il borgo medievale dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità e Siena, la città che ogni anno ospita il famoso Palio.

San Gimignano

Per una vacanza come si deve il primo consiglio è: avere una vettura a propria disposizione e,per non spendere tanto, affittare una casa anche un po’ fuori dai borghi; ci si dovrebbe spostare in ogni caso da un paese all’altro!

San Gimignano è’ un borgo medioevale proprio caratteristico, molto romantico, famoso per le sue torri: in epoca medioevale se ne contavano 72, oggi se ne sono conservate ancora 14, che svettano sul paese. E’ tutto circondato da mura, ci sono varie porte di ingresso, al loro interno è tutto isola pedonale e circolano solo auto della municipale e pochissimi veicoli autorizzati, su percorsi ben definiti; ci si può quindi muovere in libertà senza doversi preoccupare dell’inquinamento dell’aria e acustico. Il centro del borgo è essenzialmente composto da 3 piazze principali: la piazza della cisterna, la piazza del comune e infine la piazza delle erbe, collegate attraverso due vie principali colme di botteghe artigiane e negozi di souvenir. Molte botteghe producono e vendono artigianato fatto da loro, sono pezzi unici, i materiali più lavorati sono il cuoio, il legno, e la ceramica; non è nemmeno da dire che questi oggetti bellissimi e rarissimi costano un occhio della testa…

Nel palazzo del comune è possibile visitare una stanza con antichi affreschi (del 1300, più vecchi di quelli che puoi vedere a Roma, Firenze o Milano) e una pinacoteca con opere sacre appunto del 1200 e 1300. La caratteristica è che dopo il 1300 il paese è andato in declino e quindi tutte le opere d’arte sono antichissime, del periodo d’oro dei commerci e del comune libero e indipendente. Dopo la sottomissione a Firenze purtroppo l’attività artistica è cessata; sono ancora conservate opere del Mainardi, Lippi e Pinturicchio, quasi tutte restaurate con cura . A Lippi si deve l’affresco della sala di Dante nel palazzo del comune, dove, rappresentando la repubblica di Firenze, il sommo poeta incontrò quelli di San Gimignano.

Questo borgo è famoso anche per la produzione di vini, da gustare rigorosamente in acccostamento ad un tagliere di salumi e formaggi tipici del luogo. Il vino più rinomato è la “vernaccia”, la sua fama non è infondata, ve lo assicuro!!! In onore di questo nettare prelibato hanno anche aperto un vero e proprio
museo. Per quanto riguarda la sfera culinaria, questa zona è conosciuta per il suo pecorino (a diverse stagionature), i salumi, i pici (pasta fresca, della stessa forma degli spaghetti, ma molto più spessa, ci vogliono 22 minuti per cuocerla!!!) e lo zafferano di San Gimignano DOP; devo dire che non saprei consigliarvi un ristorante in quanto sono tutti molto buoni! Vi consiglio quindi di controllare su questo sito e scegliere quello che più vi si addice.

Per iscritto è veramente difficile descrivervi l’incanto di un borgo così antico e caratteristico. Personalmente lo trovo uno dei luoghi più belli, in ogni angolo c’è qualcosa che ti riempe il cuore di meraviglia… se avete tempo e voglia salite sulla “torre grande”, la torre più alta che si è conservata, ha i muri perimetrali spessi due metri, ed è alta 96 metri. Sulla cima ci sono due campane, ed una vista spettacolare. Il bello è che il paese è a circa 300 metri di altitudine, e domina la campagna circostante che è proprio quella classica campagna toscana che fanno vedere nei film: dovunque giri lo sguardo vedi solo colline dolci e tutte in ordine, tutte coltivate con i loro bei appezzamenti tutti ben suddivisi… Vigneti, uliveti, grano, in mezzo a tutte queste varianti di verdi tutti diversi tra loro che donano la caratteristica colorazione della terra… avete presente quando sui pastelli c’è scritto “terra di siena naturale” e “terra di siena bruciata”, non è che sono nomi che hanno dato così a caso ai pastelli… è proprio questo il colore giusto. Ti mette una serenità incredibile.

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Siena

Come già accennato nello spazio dedicato a San Gimignano, la terra senese è famosa in tutto il mondo per la sua vasta gamma di vini e beni alimentari (come non nominare i deliziosi ricciarelli); è conosciuta anche per le acque termali e ovviamente per il “Palio” che si svolge ogni anno il 2 e il 16 di Agosto.
L’utilizzo delle acque termali ha origini molto antiche, già gli Etruschi, ancora prima dei Romani ne beneficiavano, essi edificarono infatti le prime strutture volte all’accoglienza dei visitatori.

La città è divisa in “Terzi”: di Città, di San Martino e Camollia, nel primo nacque Siena. La leggenda narra che nel 700 a.C. I figli di Remo - Aschio e Senio scapparono da Roma e dallo zio Romolo, arrivarono nel punto più alto del nostro colle e insieme ad alcuni pastori costruirono un castello intorno al quale sorse la città di Siena. Recentemente restaurato, il duomo si staglia sulla piazza; la sua facciata era stata cominciata a fine ‘200 da Giovanni Pisano, ilpavimento è una “Bibbia per immagini” con 56 riquadri di marmo a intarsi e graffiti eseguiti fra il 1369 e il 1547 su disegno di grandi artisti come Matteo di Giovanni e Domenico Beccafumi.
L’interno delle navate presenta alcune delle opere dei più grandi scultori italiani: Nicola Pisano, Donatello, Michelangelo e Bernini. Nella piazza Jacopo della Quercia si possono ancora ammirare i resti del “Duomo nuovo”, che i Senesi cercarono di costruire prima che la peste del 1348 e il cedimento del suolo li costringessero ad abbandonare il progetto.
Nel terzo di Camollia vale la pena visitare la fortezza medicea, la basilica di San Domenico, quella di San Francesco, il Palazzo Tolomei. In questo Terzo vi è situata la sede centrale della banca “monte dei paschi di Siena” una delle banche più antiche.
Il Terzo di San Martino si è formato lungo la Francigena, la via che portava i pellegrini a Roma; eso è sicuramente la parte di Siena che tutti conoscono in quanto comprende la
piazza del campo , il palazzo pubblico, la torre del Mangia, il palazzo Piccolomini e infine le Logge del Papa.

In occasione del Palio la piazza principale di Siena, Piazza del Campo, viene attrezzata per la corsa e l’ anello sul quale si svolgerà la corsa viene rivestito di tufo.
Ad ogni carriera partecipano
10 Contrade su 17: sette sono quelle che non hanno corso l’anno precedente in quel Palio, mentre altre tre Contrade vengono invece estratte a sorte.
I giorni del Palio in realtà sono quattro nel quarto viene corsa la competizione. Il primo giorno di Palio si svolge la “Tratta”, ovvero l’ estrazione a sorte e l’ assegnazione dei cavalli alle diverse Contrade.
Prima della corsa ufficiale vengono effettuate ben 6 prove, una la mattina ed una in tarda serata. La quinta prova, che si svolge la sera prima del Palio ufficiale, è detta “prova generale”, mentre l’ultima, che si svolge la mattina stessa è detta la “provaccia” , per lo scarso impegno che i fantini vi mettono, con l’intenzione di non far sforzare i loro cavalli. I fantini montano sempre i cavalli a pelo, cioè senza sella.
Il premio del Palio è il cosidetto “Drappellone”, ovvero una tela disegnata ogni volta da un artista diverso, che la Contrada vincitrice esporrà nel proprio museo.

Oltre a questi due splendidi luoghi, la
Toscana ha ancora molte bellezze da scoprire, ma ne parleremo un’altra volta!

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