SI, VIAGGIARE...


Dedicato a chi, come me, non riesce a stare ferma in un posto ma invece ha bisogno di viaggiare...
“E potresti ripartire,
certamente non volare
ma viaggiare.
Sì viaggiare
evitando le buche più dure,
senza per questo cadere nelle tue paure
gentilmente senza fumo con amore
dolcemente viaggiare
rallentare per poi accelerare
con un ritmo fluente di vita nel cuore
gentilmente senza strappi al motore.”
— L. Battisti

Siena

Come già accennato nello spazio dedicato a San Gimignano, la terra senese è famosa in tutto il mondo per la sua vasta gamma di vini e beni alimentari (come non nominare i deliziosi ricciarelli); è conosciuta anche per le acque termali e ovviamente per il “Palio” che si svolge ogni anno il 2 e il 16 di Agosto.
L’utilizzo delle acque termali ha origini molto antiche, già gli Etruschi, ancora prima dei Romani ne beneficiavano, essi edificarono infatti le prime strutture volte all’accoglienza dei visitatori.

La città è divisa in “Terzi”: di Città, di San Martino e Camollia, nel primo nacque Siena. La leggenda narra che nel 700 a.C. I figli di Remo - Aschio e Senio scapparono da Roma e dallo zio Romolo, arrivarono nel punto più alto del nostro colle e insieme ad alcuni pastori costruirono un castello intorno al quale sorse la città di Siena. Recentemente restaurato, il duomo si staglia sulla piazza; la sua facciata era stata cominciata a fine ‘200 da Giovanni Pisano, ilpavimento è una “Bibbia per immagini” con 56 riquadri di marmo a intarsi e graffiti eseguiti fra il 1369 e il 1547 su disegno di grandi artisti come Matteo di Giovanni e Domenico Beccafumi.
L’interno delle navate presenta alcune delle opere dei più grandi scultori italiani: Nicola Pisano, Donatello, Michelangelo e Bernini. Nella piazza Jacopo della Quercia si possono ancora ammirare i resti del “Duomo nuovo”, che i Senesi cercarono di costruire prima che la peste del 1348 e il cedimento del suolo li costringessero ad abbandonare il progetto.
Nel terzo di Camollia vale la pena visitare la fortezza medicea, la basilica di San Domenico, quella di San Francesco, il Palazzo Tolomei. In questo Terzo vi è situata la sede centrale della banca “monte dei paschi di Siena” una delle banche più antiche.
Il Terzo di San Martino si è formato lungo la Francigena, la via che portava i pellegrini a Roma; eso è sicuramente la parte di Siena che tutti conoscono in quanto comprende la
piazza del campo , il palazzo pubblico, la torre del Mangia, il palazzo Piccolomini e infine le Logge del Papa.

In occasione del Palio la piazza principale di Siena, Piazza del Campo, viene attrezzata per la corsa e l’ anello sul quale si svolgerà la corsa viene rivestito di tufo.
Ad ogni carriera partecipano
10 Contrade su 17: sette sono quelle che non hanno corso l’anno precedente in quel Palio, mentre altre tre Contrade vengono invece estratte a sorte.
I giorni del Palio in realtà sono quattro nel quarto viene corsa la competizione. Il primo giorno di Palio si svolge la “Tratta”, ovvero l’ estrazione a sorte e l’ assegnazione dei cavalli alle diverse Contrade.
Prima della corsa ufficiale vengono effettuate ben 6 prove, una la mattina ed una in tarda serata. La quinta prova, che si svolge la sera prima del Palio ufficiale, è detta “prova generale”, mentre l’ultima, che si svolge la mattina stessa è detta la “provaccia” , per lo scarso impegno che i fantini vi mettono, con l’intenzione di non far sforzare i loro cavalli. I fantini montano sempre i cavalli a pelo, cioè senza sella.
Il premio del Palio è il cosidetto “Drappellone”, ovvero una tela disegnata ogni volta da un artista diverso, che la Contrada vincitrice esporrà nel proprio museo.

Oltre a questi due splendidi luoghi, la
Toscana ha ancora molte bellezze da scoprire, ma ne parleremo un’altra volta!

Tagged: sienavacanzepaliorelaxtermeartegastronomia

  1. gin87 posted this